12 - 01 - 2014 Lettera di Mike Matheny ai genitori

Riprendiamo con piacere un articolo apparso qualche giorno fa sul sito degli amici di Baseball On The Road i quali, a loro volta, riprendono una lettera di Mike Matheny inviata ai genitori dei ragazzi che allenava nella Little League statunitense. Matheny è attualmente il Manager dei St Louis Cardinals, e a 34 anni è anche il Manager più giovane della MLB. La lettera che segue è stata scritta quando Matheny era l'allenatore della squadra di Little League dove giocava suo figlio.


"E' un messaggio forte, quello espresso in vare modalità da molti manager della Patria del Baseball e del Softball. In generale, molti concetti sono condivisibili e, comunque, di grande attualità e che molti di noi vivono giornalmente sui campi di gioco. Tuttavia ci teniamo a precisare, prima di approfondire la lettura della lettera di Mike Matheny -puntualizza il Rimini Riviera- che siamo perfettamente coscienti delle differenze sostanziali fra i due modi di vivere lo sport giovanile, legate ai diversi stili di vita, alla differente organizzazione sociale e scolastica, a una diversa percezione della "disciplina intesa come mezzo per arrivare", a una diversa "spinta ad emergere" tipica della società americana. I nostri genitori sono ugualmente impegnati, sostenendo i loro figli nell'avventura sportiva del baseball, a "entrare in simbiosi" con la società e con gli Allenatori nell'applicare le raccomandazioni e nell'evitare le piccole interferenze che potrebbero ostacolare il lavoro di crescita sportiva e umana che, con grande sforzo, tutti noi insieme stiamo facendo nell'interesse esclusivo dei loro ragazzi.

BUONA LETTURA!"


"Ho sempre detto che l’unica squadra che vorrei allenare sarebbe una squadra di orfani, ed eccomi qua. Il motivo di questa affermazione è che il più grosso problema nell’allenare lo sport giovanile è rappresentato dai genitori. E’ bene che questo concetto sia ben impresso nella vostra mente. Il messaggio che voglio trasmettervi è che questa esperienza appartiene SOLO ai ragazzi. Se pensate di essere troppo coinvolti, allora dovete cambiare mentalità.

I miei principali obiettivi sono:
1) insegnare a questi giovani come giocare a baseball nel modo corretto;

2) avere su di loro un impatto positivo;

3) fare il tutto con classe

Sicuramente non vinceremo tutte le partite, ma in ogni gara che disputeremo dovremo essere i più corretti sia come allenatori, come giocatori e come genitori. I ragazzi dovranno scendere in campo rispettando i compagni di squadra, gli avversari e gli arbitri indipendentemente da quanto possa succedere.

Detto questo, vi spiego quale è il mio programma. Non ho nulla da nascondere, non ho altri interessi se non quelli elencati tra i miei obiettivi. Sappiate anche che le priorità saranno il mio comportamento da allenatore e le aspettative che porrò in questi giovani. La fede cristiana è la guida della mia vita e non ho mai costretto nessuno a condividerla, ma credo anche che sarebbe vile ed ipocrita rinnegare ciò in cui si crede. Come genitori dovete sapere per voi per i vostri figli che in qualsiasi situazione terrò fede a ciò in cui credo. Non piacerà a tutti, ma ho applicato questa filosofia come giocatore ed intendo continuarla nel progetto che sto per iniziare. Sto semplicemente cercando di mettere le cose in chiaro sin dall’inizio. Credo che il ruolo più importante di un genitore sia quello di essere una tacita fonte di incoraggiamento. Se chiedete ai vostri figli cosa vorrebbero che i genitori facessero durante la partita, quasi certamente risponderebbero: NIENTE. Ripeto, questa esperienza è dei ragazzi. Molti genitori pensano che la loro partecipazione consiste nell’incitare e gridare: “Forza, andiamo, corri, batti forte”, ma questo non fa altro che aumentare la loro ansia. Sarò già io a trasmettere tanta pressione ai ragazzi nell’insegnargli a giocare nel modo giusto, con classe e con rispetto, e saranno loro stessi a sentirsi fin troppo assillati nell’apprendere. Perciò voi dovete essere una taciturna, continua risorsa di sostegno.

Prepariamoci già da adesso a non avere arbitraggi perfetti. Questo è un dato di fatto, per cui prima ce ne facciamo una ragione, meglio è. Succederà che palle che rimbalzano a terra saranno chiamate strike, e lo stesso sarà per palle lanciate sopra la testa. Altrettanto succederà agli avversari quando lanceremo noi. Per nessun motivo i ragazzi dovranno contestare l’arbitro. Non dovranno scuotere la testa, mettere il broncio o rivolgersi all’arbitro. Quello è compito mio e lo farò nel migliore dei modi. Sono pagato per gestire dette situazioni e mi farò sentire quando lo riterrò opportuno. Forse non vi siete ancora resi conto, ma vi sto facendo una grande cortesia. Vi ho tolto ogni responsabilità fatto salvo far arrivare i vostri figli al campo in orario. Ciò di cui i ragazzi hanno bisogno di sapere è che vi siete divertiti guardandoli e che è stata una grande gioia per loro giocare. So anche che sarà difficile per voi non dare istruzioni dagli spalti e sostenere i vostri figli gridando ed incoraggiandoli, ma vi posso anche garantire che questo comportamento non aiuta il loro sviluppo e divertimento, ve l’assicuro. Non sto dicendo che non dovete applaudire i ragazzi quando fanno bene, sto dicendo che se li avete affidati a me per allenarli, allora la responsabilità è mia.

Buona parte della crescita di vostro figlio è una vostra responsabilità. La differenza tra i ragazzi a questo livello è spesso frutto della ripetitività. Questo vale per il lancio, per la battuta e per la difesa. Sarai di grande aiuto se tiri con lui, se lanci per farlo battere, se batti delle rotolanti, o se trovi un istruttore che lo fa in tuo vece. Più lo farà, meglio sarà. Questa è una costante che ho trovato in comune a molti giocatori che poi hanno giocato nelle leghe professionistiche…..qualcuno ha speso del tempo con loro fuori dal campo.

Non ho nulla in contrario se vostro figlio si allena con qualcun altro. L’unico problema potrebbe essere se l’istruttore non segue il piano di lavoro della squadra. All’inizio non mi soffermerò molto sui fondamentali, ma piuttosto sugli aspetti mentali con l’auspicio che mi seguano. Se vedo qualcosa esageratamente sbagliato nei fondamentali, parlerò con l’istruttore ed interverremo. Lo stesso dicasi per gli istruttori del lancio. Avremo una filosofia di lancio ed insegneremo a lanciatori e ricevitori come chiamare in una partita e perché scegliamo determinati lanci. Niente sarà lasciato al caso. Vi è una spiegazione per ogni lancio. Il responsabile dei lanciatori avrà cura di prepararli adeguatamente per quando inizierà il campionato. Tutti saranno utilizzati come lanciatori, non abuseremo delle loro giovani braccia e terremo sotto stretto controllo in numero degli inning lanciati.

Trasmetterò ai ragazzi tante di quelle informazioni che per un certo periodo ne soffriranno per il sovraccarico, ma alla fine apprenderanno tutto. Sono molto meticoloso nel preparare la partita. Parlerò in continuazione di come comportarsi nel box di battuta, sul monte e dell’organizzazione difensiva. La domanda che si sentiranno porre sempre sarà: “A cosa pensavi? A cosa pensavi quando hai tirato quel lancio? A cosa pensavi in quel turno di battuta? A cosa pensavi prima del lancio, cercavi di prevedere il lancio?” Credo fermamente che il baseball è più un aspetto mentale che fisico, e che l’aspetto mentale è la parte più difficile, ma sono convinto anche che può essere insegnato ed appreso da un ragazzo di 10/11 anni. Se pensate che sono troppo esigente con i ragazzi, avete ragione. Sto decisamente chiedendo la loro attenzione, ed altra cosa che chiedo è il loro impegno. Attitudine, concentrazione ed impegno sono elementi che loro possono controllare. Se portano queste motivazioni al campo ogni volta che vengono, faranno una grande esperienza.

Cosa migliore per tutti è pianificare di lasciare i ragazzi a me e agli altri istruttori, saranno sotto la nostra responsabilità per le due o più ore previste per la partita o il tempo necessario per l’allenamento. Gradirei che tutti portassero la loro bottiglia di acqua evitando, quindi, di correre in continuazione alla fontana e di avere i genitori dietro la rete chiedendo in continuazione se il figlio ha sete, se ha fame, o se fa troppo caldo, ed apprezzerei si passasse parola a tutti coloro che verranno con voi…ivi compresi i nonni. Se qualcuno subisce un infortunio, ovviamente sarà nostra cura richiedere il vostro intervento, ma oltre a ciò, facciamo finta che sono al lavoro per un breve periodo e che a te è stato concesso il piacere di osservarli. Desidero che arrivino alla partita in tempo per la preparazione fisica e riscaldamento, e terrò una riunione a fine gara solo con i ragazzi. Dopo di che saranno a vostra completa disposizione. Comprendo che tutte queste regole mi fanno apparire come un nazista della little league, ma credo che anche questo renderà tutto più facile per noi tutti.

Cosa migliore per tutti è pianificare di lasciare i ragazzi a me e agli altri istruttori, saranno sotto la nostra responsabilità per le due o più ore previste per la partita o il tempo necessario per l’allenamento. Gradirei che tutti portassero la loro bottiglia di acqua evitando, quindi, di correre in continuazione alla fontana e di avere i genitori dietro la rete chiedendo in continuazione se il figlio ha sete, se ha fame, o se fa troppo caldo, ed apprezzerei si passasse parola a tutti coloro che verranno con voi…ivi compresi i nonni. Se qualcuno subisce un infortunio, ovviamente sarà nostra cura richiedere il vostro intervento, ma oltre a ciò, facciamo finta che sono al lavoro per un breve periodo e che a te è stato concesso il piacere di osservarli. Desidero che arrivino alla partita in tempo per la preparazione fisica e riscaldamento, e terrò una riunione a fine gara solo con i ragazzi. Dopo di che saranno a vostra completa disposizione. Comprendo che tutte queste regole mi fanno apparire come un nazista della little league, ma credo che anche questo renderà tutto più facile per noi tutti.

Credo assolutamente che la famiglia è l’istituzione più importante nella vita di questi ragazzi. Quindi, ritengo anche che le situazioni familiari hanno la priorità su quelle sportive. Faccio presente, però, che siete parte integrante della squadra, pertanto vi invito ad informarmi al più presto possibile in caso di assenza. A volte anch’io sarò assente per motivi familiari o per altri impegni. Se vostro figlio salta una partita o un allenamento, non è la fine del mondo, ma potrebbero esserci delle ripercussioni al solo scopo dimostrativo e per rispetto verso gli altri che si sono impegnati. La penalità potrebbe consistere in una corsa aggiuntiva, meno presenze in partita o spostamento nell’ordine di battuta.

A proposito di ordine di battuta, voglio subito mettere in chiaro che lo considero, dopo le presenze in gara, l’argomento maggiormente oggetto di lamentele, forse pari a quello relativo alla posizione in difesa. Ebbene lo ripeto, dovete considerare che sto cercando di sviluppare ogni ragazzo individualmente, e darò a tutti l’opportunità di imparare e giocare nella posizione che più gli interessa. Sono sicuro che sarà una squadra competitiva e quando arriverà il momento che dobbiamo vincere, schiererò in campo i ragazzi nella posizione che darà alla quadra le maggiori possibilità. Parlerò individualmente con i ragazzi chiedendo loro qual è la posizione preferita e se hanno altre posizioni che vorrebbero imparare. Man mano che andiamo avanti nel campionato potrebbe essere che il ragazzo gioca in una posizione non gradita, ma avrò bisogno del vostro aiuto nell’interesse della squadra. Riconosco che i tempi sono cambiati, ma uno dei più belli insegnamenti di mio padre è stato che l’allenatore ha sempre ragione…anche quando ha torto. Il principio è una grande lezione di vita di come le cose funzionano veramente. Spero di trovare abbastanza umiltà per affrontare vostro figlio, se l’ho trattato male, e chiedere scusa. La nostra cultura ha perso il rispetto per le autorità sopratutto perché i giovani sentono i genitori lamentarsi in continuazione dei professori e allenatori.

E’ importante per voi sapere che quest’anno potremmo perdere molte partite. La causa è da attribuire al fatto che dovremo scoprire come misurarci con le squadre del nostro girone, ed il modo migliore è confrontarci con le squadre migliori. Sono convinto che se i ragazzi lavoreranno anche fuori dal campo e si impegneranno al massimo, saremo in grado di affrontare alla pari qualsiasi squadra. Il tempo sarà testimone. Credo anche che ci siano abbastanza squadre nelle zone limitrofe che non ci costringeranno a lunghi viaggi. Questo potrà essere una delusione per coloro che giocano a baseball solo allo scopo di visitare altre città, ma so anche che sarà un grosso sollievo per coloro che hanno viaggiato molto negli Stati Uniti e Canada seguendo le squadre di hockey e football per confrontarsi in gare più competitive. Nella mia carriera ho viaggiato abbastanza nella zona prettamente ovest del Paese per potere affermare che squadre competitive sono più vicine di quanto possiate immaginare. Se la stagione sarà di successo, prenderemo in considerazione anche la possibilità di viaggiare più lontano nel futuro.

 

Ai ragazzi sarà chiesto di essere pronti a giocare ogni qualvolta si presenteranno in campo. Le casacche dovranno essere rimboccate nei pantaloni, indossare il cappello diritto ed i pantaloni che non scendono sulle ginocchia. Non ci sono scusanti per chi non corre sul campo da baseball. Dovranno correre sin dal primo passo fuori dal dugout. Dovranno andare spediti verso la loro posizione in difesa, verso il box di battuta e verso la panchina dopo una eliminazione. Saremo aggressivi su ogni battuta più di ogni altra squadra, ed impareremo ad eseguire gli schemi per aiutare i nostri compagni. A ciascun giocatore, su ogni gioco, sarà chiesto di trovarsi nella posizione giusta. Giocatori che non corrono, non giocheranno, i ragazzi impareranno molto presto. Il gioco diventa alquanto noioso quando non si pensa alla giocata successiva e cosa si dovrebbe fare eventualmente per aiutare la squadra. I giocatori non dovranno fare confusione in panchina, mi rivolgerò spesso a loro per conoscere come si sarebbero comportati in determinate situazioni o nel box di battuta. Si può imparare stando in panchina tanto quanto sul campo, se si ha voglia di imparare, anche se ci vorrà del tempo per rendersene conto. Riconosco che sono ragazzi, ma senza nulla a loro togliere, credo che siano in grado di seguire e concentrarsi per un breve periodo, della durata di una partita o allenamento.

So che può funzionare perché è così che mi hanno insegnato e così si sono comportati i nostri genitori sugli spalti. Formammo la nostra squadra Little League quando avevo 10 anni nella periferia di Columbus nell’Ohio. Avevamo un allenatore molto organizzato e che pretese le stesse cose che vi sto chiedendo oggi. Dedicammo otto estati a questo signore e siamo stati premiati per i nostri sforzi. Io frequentai e giocai per il college del Michigan, un altro per Duke, uno per Miami, due andarono in North Carolina, uno in Florida, uno a Kent State e la maggior parte degli altri continuarono in diverse leghe minori. Quattro di noi diventarono professionisti. Tutto questo ebbe inizio in una cittadina dove nessuno prima di allora era stato selezionato per le Università. Non voglio asserire che questo accadrà anche qui, ma voglio farvi capire che questo sistema funziona. Molti si staranno chiedendo se era questo ciò che si aspettavano e capisco che qualcuno potrà non aderire, ma vi garantisco che è una opportunità per i vostri ragazzi per crescere insieme e fare una esperienza di vita che andrà ben oltre quella specificatamente del baseball. Fatemi sapere nel più breve tempo possibile se siete pronti ad affrontare questo cammino insieme a me.

Mike Matheny


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