14 - 11 - 2012 Inno al Baseball

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza di questa serata memorabile

Si tratta dei ringraziamenti che Luigi Bellavista, co-fondatore dei Falcons Torre Pedrera nonchè ideatore e realizzatore dell’intera struttura di gioco di Rivabella rivolge agli amici che, con lui, hanno iniziato questa grande avventura che si chiama Baseball. A questo proposito, la lettera di Un Peanuts, precursore degli odierni Falcons, è un grande riconoscimento di cosa può dare questo Sport quando è praticato e vissuto nei valori assoluti dell’amicizia, della lealtà, della pura passione.

Ringraziamo anche noi Leonardo dei Peanuts per averla dedicata in una di quelle serate mitiche che solo l’amico Gigi sà organizzare.


Baseball, a way of life!

Ragazzi, il coach ci ha chiesto racconti. Ma io non ho racconti sul baseball. Oltretutto su questo sport non ho la cultura di un Luigi Bellavista che, come il mitico Charlie Brown, la mattina vede sorgere una pallina da baseball al posto del sole. Però una cosa mi viene dal cuore. E voglio dirla. Il baseball è uno sport incredibile, il più bello. E nel mio caso ha perfezionato, o totalmente creato dal nulla, alcuni tratti caratteristici della mia persona, che forse avrei lasciato negli spogliatoi se avessi giocato a tennis.

Il primo ha a che fare con la fiducia. E mi spiego. Capita a tutti, prima o poi, di essere completamente soli davanti a un obiettivo da agguantare. Nel baseball, quando vai in battuta, accade di peggio: sei solo contro tutti! Questa è davvero una bellissima sfida che, se vinci, ti permette di conquistare la fiducia altrui, e fare diventare il tuo obiettivo un obiettivo comune. Fino al punto che, per quell’obiettivo, qualcuno potrebbe essere chiamato al massimo sacrificio, il bunt!

Andare in battuta ti insegna a cavartela davvero. E nessuno ti chiede di essere alto un paio di metri o avere muscoli d’acciaio. A volte basta un po’ di psicologia. A proposito: la psicologia è quella cosa di cui inizi a capire il pieno significato quando ti ritrovi davanti a un lanciatore. Il fatto poi che il lanciatore ti guardi da una montagnetta, non aiuta.

Poi c’è la pazienza, e la metto in cima perché nel baseball è determinante, come lo è la prontezza. La pazienza nel baseball sta nel permettere la maturazione di una circostanza favorevole, persino poco sportiva come “rubare” una base. Bisogna avere pazienza, non esserci portati.

La terza chiamatela come volete, ma l’importante è che siate svegli! La vigilanza non dipende dalle Red Bull che avete assunto. Si tratta di avere il “cervello opponibile”, che è un termine che piace molto ai nuovi manager. In pratica significa, come negli scacchi, avere la visione di gioco a 400 gradi. E non mi riferisco alla temperatura dell’encefalo, ovviamente.

L’ho già detto, nel baseball la parola sacrificio non è sinonimo di fatica, piuttosto di strategia! Strategia e tattica sono due cose importantissime nel baseball, come nel quotidiano. Muoversi con velocità in territori stretti, considerando orizzonti più larghi, è uno stile di vita! E il baseball la sua palestra.

Per introdurre la prossima parola, e cioè rispetto, non vi parlerò di quello che dovete agli avversari ma quello che dovete al coach. E’ lui il direttore d’orchestra. E se vi considerate ottimi musicisti a cui serve qualcosa di più, dov’è il problema? Cercatevi un’altra band.

Nel mio tesoretto del baseball c’è anche qualcosa di non tanto definibile, di intangibile, impossibile da fare capire ai profani. Si tratta dell’area dello strike. Qualcosa di misterioso e affascinante. Cosa mi abbia insegnato questo rettangolo, che tutti immaginano ma nessuno ha mai visto, ve lo dico subito. Che nella vita ci vuole per forza qualcuno che dica se le cose stanno fuori o dentro. E se ha la divisa per dirlo (per quanto comica possa essere) è dovere fidarsi. Pensate a tutto il dibattito sulla moviola nel calcio. Ma cosa dovrebbero dire allora quei poveri battitori giustiziati da una pallina che, mentre schizza ai 100 all’ora, viene giudicata fuori dal bordo invisibile di una linea immaginaria?

L’arbitro è qualcuno che può mandarmi all’aria i piani, anche se siete dei campioni. Non dategli peso. Tornate fieri fra i compagni e non protestate. Anzi serrate i denti e recuperate le forze. La vita, come il diamante, vi darà da lì a poco una seconda possibilità.

 

“This is gonna be a long season!”

 

Leonardo, terza base dei Peanuts


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